venerdì 26 febbraio 2010

23 Febbraio 2010

Ti guardo in questo vento che non smette di soffiare...accarezzo un foglio che porta impressa la tua immagine, per darti forza, per farmi forza. Penso a quante pagine ho scritto, ai fiumi di inchiostro che ti hanno raccontato ciò che è venuto dopo, dopo averti vista per l'ultima volta. O almeno la gente dice che quella era l'ultima volta...io sono sicura di averti vista di nuovo, sono sicura di averti sentito, nelle notti più lunghe, nel brusio dei corridoi, in tutta la tranquillità che ho sempre saputo di non avere. Tu ci sei, non ho bisogno di prove, nè testimonianze, ci sono cose che non possono essere spiegate...ci sono cose che devono essere solo sentite...questi giorni, queste emozioni, questi fogli pieni di sudore, miei, nostri, loro, sono per te, perchè è tutto scritto chiaramente, dietro le righe, in fondo ai silenzi che ci uniscono. Noi ci parliamo attraverso suoni che gli altri non riescono ad udire, noi, tutte noi sappiamo guardarci così dentro da arrossire, c'è tutto, è tutto così com'era, come lo hai lasciato, rimarremo così...perchè so che un giorno ci riconosceremo senza neppure aver bisogno di guardarci.

(ONAIR) Sigur Ròs - Hljomalind

martedì 9 febbraio 2010

Il vile

Respiro, ma non sento altro che rabbia scendere giù per i polmoni, entrare negli alveoli. Mordere. Spingo i chili e mi faccio del male, perchè non so come allontanare tutti questi pensieri, non so come risolvere qualcosa che non ha soluzione...non so davvero cosa devo fare. Non posso accettarlo, non ce la faccio ad accettare che uno squilibrato abbia in mano la mia vita e ancora di più, la vita di una persona persona che per me è una sorella, in tutti i sensi che questa parola nasconde. Le notti si rincorrono. le ore si fanno sempre più strette, silenziose, mi affaccio di tanto in tanto, fisso la spada di Damocle che pende su di noi...e vorrei darle fuoco, vorrei veder bruciare in un grande falò tutte queste sensazioni...vorrei poter parlare con il vile e prenderlo a schiaffi fino a sapere che fa male, si, perchè deve fare male, tanto quanto il male che sta portando nelle nostre vite...nella sua.
Prego, ma non so neanche io cosa chiedere...chiedo un miracolo, chiedo che nulla accada e che tutto si sistemi... Correre in chiesa e trovare la porta sbarrata, forse è questo il segnale che non posso ignorare. Chiedo perdono per le mie parole, per i pensieri carichi di odio, chiedo perdono per questi occhi che non sanno mentire e per la mia bocca, ma non posso fermarla mentre dispensa parole che non convincono.

(ONAIR) Marlene Kuntz - Malinconica