lunedì 11 maggio 2009

Undici maggio dell'anno sbagliato

La voglia di scrivere riesce a divorare anche mani avide come le mie, dita goffe e a loro modo veloci. Scrivo, scrivo di fate e mostri, di streghe che non verranno mai prese...voglio solo lasciar andare questo silenzio, perchè alcuni giorni non vogliono finire, a nessun costo. Me ne accorgerei, lo dico sempre, ma non accade mai...la verità è che non mi accorgo mai di nulla, ma ci sono cose che non devo vedere, semplicemente, non ne ho bisogno. Necessità, questo sensazione di cui non riesco a disfarmi mi fa sentire terribilmente ingombrante stasera...questo pensiero mi fa sentire così oscura che fuori sembra essere ancora giorno, ma non c'è luce, in qualche modo me ne rendo conto..."Non sono orgogliosa, sto solo prendendo ordini"...Ci sono persone che non riesco a riconoscere e so che neanche loro riescono a riconoscere me. Sforzarsi di credere nei miracoli agonizzanti rende ogni cosa terribilmente difficile...terribilmente unica ed irripetibile, se c'è qualcosa che dà forza è questo massacro quotidiano, quando gli occhi si aprono e scivolano su un muro fatto di luce...non c'è mattone, coccio, ferro che tenga, l'incredulità non ha mai pagato nessuno, non si può credere in chi non crede per primo.

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