Lenta...questa salita sembra non finire mai, mi muovo eppure sembra che il paesaggio corra via...mi muovo, ma ho la sensazione di essere immobile. Anche il vento mi è avverso, forse un gigante mi scoprirà tra i palazzi e prendendomi per la vita mi portera sopra...gli sarò debitrice.
Guardo tutto cambiare, ma tu no, tu non mi stai ascoltando.
Fitte.
Il dolore non si attutisce, nè con l'alcol, nè con il sonno.
Fa male, fa dannatamente male. Mi concentro, ed il rumore è nulla a confronto.
Si riparte da zero. Punto, forse un punto e virgola. Un uno e mezzo, no?
Passo dopo passo, un piede davanti all'altro, piano.
Lo sento, se mi concentro riesco a sentire le sue parole, questo grigio mi parla, racconta di storie che antiche...repiro a fondo, questo odore è così familiare da farmi sentire a casa, l'odore di questa aria mi porta dove neanche i giganti arrivano. Il cielo sa come scivolare sulle mie lenzuola...è il vuoto di questa cucina la soluzione: tutto cambia, ma nulla passa.
giovedì 23 aprile 2009
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